La tradizione Sakya-pa è una delle quattro grandi scuole religiose tibetane, che assieme ai Gelug-pa. Kagyu-pa e Nyngma-pa, ha contribuito a creare la spiritualità tipica del Buddismo Vajrayana che, con le sue particolarità e la sua profonda ricerca di pace nel mondo ed in ogni singolo individuo, suscita molto interesse anche in occidente.  I Sakya-pa hanno mantenuto durante i secoli e fino ad oggi il loro approccio alla pratica spirituale, creata nel tempo da molti maestri e Lama.

LA STORIA DELLA TRADIZIONE SAKYA

  • Le origini e la storia antica

  • La seconda diffusione del Buddismo in Tibet e la nascita dell’ordine Sakya

  • Il saggio Maestro Sakya Pandita

  • Kublai Khan e il periodo di potere secolare

 

Le origini e la storia antica

La storia dell’ordine Sakyapa inizia con la storia della famiglia Khon. Ritenuta discendente dal regno divino della chiara luce del lontano passato, la famiglia Khon divenne discepola del Guru Padmasambhava quando arrivò nel Tibet nell’ottavo secolo. La famiglia ricevette l’autorizzazione Vajrakilaya dal Guru Padmasambhava e uno dei figli della famiglia ricevette gli ordini monastici dal grande abate Indiano Shantarakshita, a Samye, che divenne così uno dei primi sette Tibetani ad entrare nell’ordine monastico Buddista.

Durante le successive 13 generazioni, dal 750 al 1073, la famiglia Khon fu luminare della tradizione  Nyingmapa nella provincia Tsang nel Tibet centrale.

 

 

La seconda diffusione del Buddismo in Tibet e la nascita dell’ordine Sakya

Nell’undicesimo secolo la pratica del Dharma in Tibet era degenerata a causa di un certo numero di fattori storici  che si erano diluiti nell’originale purezza degli insegnamenti di Buddha. Di conseguenza, il capo di allora della famiglia Khon, Sherab Tsultrim, decise di cercare il nuovo tantra in India. Il suo fratello più giovane Konchog Gyalpo andò in India per studiare con Drogmi Lotsawa, di cui era stata profetizzata l’apparizione da Padmasambhava e che era l’emanazione del Mahasiddha Virupa. 

Nel 1073 fu costruito un grande tempio nei pressi di Konchok Gyalpo, vicino ad un luogo di buon auspicio, caratterizzato da una macchia  di terra Bianca che diede il nome alla nuova scuola, Sakya, che significa Terra Bianca.  

Il saggio Maestro Sakya Pandita

Il figlio di Kunchok Gyalpo era  Sachen Kunga Nyingpo.  Era una persona di straordinaria cultura spirituale ed erudito in tutti i Sutra e i Tantra.  Era molto versato nei sistemi di pratica  Vajrakilaya e Hevajra così come in altri tantra.  All’età di dodici anni Sachen Kunga Nyingpo effettuò un ritiro di sei mesi nel corso del quale ricevette la visione del divino Bodhisattva Manjushri, che gli conferì gli insegnamenti ora incorporati nel famoso testo “Separarsi dai quattro attaccamenti”.

Il saggio più famoso della scuola Sakya-pa è Sakya Pandita Kunga Gyaltsen che visse nel 12° secolo. Sakya Pandita studiò filosofia  Buddista e non-Buddista, tantra, logica, Sanscrito, poesia, astrologia e arte con innumerevoli maestri. All’età di 27 anni incontrò  Pandita Shakya Shribhadra del Kashmir, l’ultimo abate della famosa università monastica Indiana del Vikramashila, e prese pieni voti monastici e rimase un monaco per il resto della sua vita. Nel  1244, sentendo parlare di Sakya Pandita, Godan Khan, il nipote di Ghengis Khan, invitò Sakya Pandita in Mongolia. Lì egli impartì insegnamenti sul Dharma e progettò la prima scrittura rudimentale per la lingua Mongola.

 

Kublai Khan e il periodo di potere secolare

Più tardi, dopo la morte sia di Sakya Pandita che di Godan Khan, l’Impertaore, Kublai Khan, invitò il nipote di Sakya Pandita, Chogyal Phagpa, alla sua corte.  Kublai Khan restò così impressionato dalla cultura spirituale di Chogyal Pakpa che dichiarò il Buddismo religione di stato della Mongolia e lo nominò governatore delle tre province del Tibet.  Chogyal Pakpa fu la prima persona ad ottenere autorità religiosa e secolare sull’intero Tibet. Fu in questo periodo che il grande tempio di Lhakang Chenmo fu costruito a Sakya.  Ancora oggi ospita la più grande biblioteca religiosa del Tibet, che comprende anche dei testi in Sanscrito. Seguendo la nomina di Chogyal Papka di governatore del Tibet, i Sakyapa continuarono ad esercitare l’autorità secolare sul paese per un centinaio d’anni. I fondatori della tradizione Sakya-pa, noti come “I cinque Patriarchi”, sono, oltre Sakya Pandita e Chogyal Pakpa;  Kunga Nyingpo, Sonam Tsemo e Dakpa Gyaltsen.

Tra i fondatori principali della tradizione Sakyapa ci sono: Sachen Kunga Nyingpo, Sonam Tsemo, Dakpa Gyaltsen, Sakya Pandita and Chogyal Phagpa.  Sono noti come i cinque patriarchi. Inoltre, le prime figure della tradizione Sakyapa sono conosciute come i sei ornamenti del Tibet. 

La storia recente

Nel 18° secolo, la casa reale Sakya si divise in due rami o palazzi: il Dolma  Phodrang e il  Phuntsok Phodrang.  I presenti capi di questi due rami della famiglia Sakya fanno capo a: Sua Santità Sakya Trizin Ngawang Kunga, per il Dolma Phodrang Potrong e Sua Eminenza Dagchen Rinpoche, per il  Phuntsok Phodrang.  Sua Santità Sakya Trizin il quarantunesimo capo dell’ordine Sakyapa risiede a Dehradun, in India mentre  Dagchen Rinpoche si è stabilito a Seattle, Washington negli Stati Uniti. La Successione alla posizione di Sakya Trizin è stata ereditaria dai tempi di Khon Kunchok Gyalpo e in tempi recenti si è alternata tra i due rami della famiglia.

 

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